sabato 7 gennaio 2012
lunedì 18 luglio 2011
QUALI DIRITTI E GARANZIE PER I PIU' GIOVANI?
Da quando è stata presentata l'indagine su GIOVANI E LAVORO l'Italia che Verrà dedica sempre più spazio al problema dell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.
Pubblichiamo l'intervento di Veronica, stagista
Approffitto dello spazio che mi da l'Italia che Verrà per condividere con tutti voi alcune riflessioni. Ho passato gli ultimi anni sui libri, tra polverose biblioteche e aule universitarie. Anni di notti insonni per lo studio, tra appelli d'esame che non finivano mai e poi la tesi, i corsi post-laurea, i master, i corsi di aggiornamento continui, perchè se non ti specializzi non sei nessuno. Sono sopravvisuta tra riforme dell'Università che sulla carta hanno sempre avuto l'obiettivo di aiutare gli studenti, ma che in realtà hanno solo aumentato il numero di corsi di laurea senza sbocchi lavorativi e hanno aggiunto esami spesso senza senso. Nel frattempo per raggiungere l'ambito pezzo di carta le nostre famiglie hanno speso ingenti somme di denaro per i libri, le tasse universitarie, con l'illusione di poter offrire al proprio figlio una condizione migliore. Ma tutto questo resta solo un'incompiuta illusione quando ci si trova davanti a concorsi con 12 mila candidati e solo 10 posti a disposizione, di fronte all'eterno precariato o di fronte a risposte come: "stiamo riorganizzando l'ufficio ripassi tra 2 mesi" oppure ”No grazie è richiesta esperienza maturata nel settore” e quant’altre risposte ho ascoltato! Ecco allora come per un giovane entrare a far parte del mondo del lavoro diventa forse l’esame più grande di tutta la vita. Così difficile è per molti affermarsi in quell'ambito professionale, per il quale ci si è formati e si è studiato per tanti anni, ma costretti sempre più, a dover affrontare lavori che niente hanno a che fare con il proprio percorso di studio. Poi ci sono giovani che non so bene se definire più fortunati, che pur riuscendo ad inserirsi nel proprio contesto lavorativo, sono comunque costretti ad accettare condizioni contrattuali ai limiti della legalità, come i tanti tanti stage e tirocini senza contratto o senza retribuzione. Chiudo lasciandovi due domande.
Dove sono le associazioni che dovrebbero tutelare i lavoratori?
quali garanzie e quali diritti per i più giovani?
Veronica D'Alessandri
Pubblichiamo l'intervento di Veronica, stagista
Approffitto dello spazio che mi da l'Italia che Verrà per condividere con tutti voi alcune riflessioni. Ho passato gli ultimi anni sui libri, tra polverose biblioteche e aule universitarie. Anni di notti insonni per lo studio, tra appelli d'esame che non finivano mai e poi la tesi, i corsi post-laurea, i master, i corsi di aggiornamento continui, perchè se non ti specializzi non sei nessuno. Sono sopravvisuta tra riforme dell'Università che sulla carta hanno sempre avuto l'obiettivo di aiutare gli studenti, ma che in realtà hanno solo aumentato il numero di corsi di laurea senza sbocchi lavorativi e hanno aggiunto esami spesso senza senso. Nel frattempo per raggiungere l'ambito pezzo di carta le nostre famiglie hanno speso ingenti somme di denaro per i libri, le tasse universitarie, con l'illusione di poter offrire al proprio figlio una condizione migliore. Ma tutto questo resta solo un'incompiuta illusione quando ci si trova davanti a concorsi con 12 mila candidati e solo 10 posti a disposizione, di fronte all'eterno precariato o di fronte a risposte come: "stiamo riorganizzando l'ufficio ripassi tra 2 mesi" oppure ”No grazie è richiesta esperienza maturata nel settore” e quant’altre risposte ho ascoltato! Ecco allora come per un giovane entrare a far parte del mondo del lavoro diventa forse l’esame più grande di tutta la vita. Così difficile è per molti affermarsi in quell'ambito professionale, per il quale ci si è formati e si è studiato per tanti anni, ma costretti sempre più, a dover affrontare lavori che niente hanno a che fare con il proprio percorso di studio. Poi ci sono giovani che non so bene se definire più fortunati, che pur riuscendo ad inserirsi nel proprio contesto lavorativo, sono comunque costretti ad accettare condizioni contrattuali ai limiti della legalità, come i tanti tanti stage e tirocini senza contratto o senza retribuzione. Chiudo lasciandovi due domande.
Dove sono le associazioni che dovrebbero tutelare i lavoratori?
quali garanzie e quali diritti per i più giovani?
Veronica D'Alessandri
martedì 12 luglio 2011
ULTIME NEWS DALLA REGIONE
Firenze - Regione Toscana - Per la prima volta, dal dopo-guerra in poi, si rischia l’avvento di generazioni più “povere” delle precedenti, con minore “mobilità sociale” in quanto le prospettive dei giovani sono sempre più subordinate alle condizioni di partenza della famiglia di origine. Ridurre i differenziali sociali ed economici del “punto di partenza” è quindi fondamentale se si vuole rendere i giovani davvero protagonisti del futuro della Toscana (sulla base di criteri più meritocratici nel quadro, però, di un’effettiva inclusione e coesione sociale). In tale prospettiva si colloca un nuovo progetto regionale per l’autonomia dei giovani con l’obiettivo di garantire dinamismo ed opportunità ad una generazione “a rischio di affermazione” in termini di sviluppo delle capacità individuali, di qualità e stabilizzazione del lavoro, di emancipazione e partecipazione sociale. I giovani di oggi infatti escono di casa sempre più tardi (spesso perché privi di una reale indipendenza economica), sperimentano problemi di accesso e precarietà nel mondo del lavoro, dispongono di un potere di acquisto personale ridotto. Questi aspetti differenziano le prospettive dei giovani e frenano il dinamismo sociale.
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