DOCUMENTO FINALE
1. Mobilità a livello di formazione
Coniugare le borse di studio per la mobilità Erasmus con la possibilità di accesso a contratti di lavoro part-time promossi dalle università . Rendere obbligatorio un piano di studi che consenta il mutuo riconoscimento dei crediti formativi universitari (CFU) facilitando il riconoscimento degli esami sostenuti all’estero, anche laddove vi siano divergenze di crediti. Istituire un’autorità indipendente che stabilisca i canoni di qualità delle università a livello europeo, premiando con fondi integrativi le università che risultino virtuose.
2. Accesso al mondo del lavoro
La mobilità non può essere separata dall’integrazione dei sistemi in ambito di accesso al lavoro. Risulta necessario rendere omogeneo l’accesso alle professioni, eliminando le notevoli differenze che attualmente esistono tra i vari paesi europei, semplificando le procedure di riconoscimento dei diplomi e dei titoli di laurea conseguiti all’estero. La selezione e la valutazione delle prove di accesso alle professioni, nonchè la regolamentazione dei tirocini propedeutici all'esercizio di una professione, devono essere svolte da soggetti terzi di cui siano palese l’obiettività e l’assenza di qualsiasi tipo di conflitto di interesse. E’ quindi auspicabile l’istituzione di un’autority indipendente, che vigili sull’accesso alle professioni, nonchè l’evoluzione degli ordini professionali presenti in Italia sul modello delle libere associazioni.
3. Regolamentazione tirocini
Istituzione di un contratto di tirocinio unico europeo con tariffa minima garantita e stabilita dalla istituenda autorità indipendente. Introdurre sgravi fiscali al datore di lavoro per l’assunzione dei giovani per progetti di formazione.
I contratti d’inserimento a tempo determinato devono essere pensati e inseriti in un cammino graduale verso il lavoro a tempo indeterminato e non come una successione sempre uguale di condizioni svantaggiose di retribuzione e contribuzione previdenziale. In tal senso si dovrebbe stabilire una durata minima del contratto atipico a livello europeo e il rinnovo dovrebbe comportare e assicurare un aumento del reddito e della tutela dei lavoratori. Prevedere quindi come per il lavoro stabile uno scatto di anzianità che eviti la perpetuazione di un’identica condizione lavorativa nel corso degli anni.
4. Mobilità geografica intersettoriale per i ricercatori al secondo post-doc
Diffusione e incentivi alla figura del secondo post-doc con periodo di contratto con mansioni più qualificanti rispetto al primo post-doc all’interno di progetti di formazione e mobilità sovvenzionati dall’Unione Europea (e.g. Marie Curie Actions).
5. L’italiano in Europa
Promuovere, nel rispetto del Reg. 1/1958, l’uso della lingua italiana per gli atti della Commissione europea soprattutto in relazione alle comunicazioni fra Unione Europea e cittadinanza al fine di garantire una maggiore consapevolezza e trasparenza sulle questioni riguardanti le scelte decisionali e le iniziative delle istituzioni europee (e.g. traduzione integrale bandi, concorsi, etc.)