L'Italia che Verrà incontra i delegati dell'associazionismo giovanile toscano all'Estero in visita a Firenze

venerdì 24 giugno 2011

I GIOVANI E IL FUTURO INCERTO

Uno Stato che guarda al domani dovrebbe investire e difendere maggiormente le nuove generazioni. La questione dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro dovrebbe essere una priorità politica. Eppure in Italia sono state varate una serie di leggi che hanno reso il mondo del lavoro sempre più precario. I contratti di inserimento, i tirocini, gli stage quasi sempre non retribuiti, anche quando il datore di lavoro è una grande azienda o un importante ente pubblico, ci hanno ormai assuefatto all’idea di non avere più gli stessi diritti e garanzie di chi ci ha preceduto, garanzie che tutti i lavoratori giovani o meno dovrebbero avere. Ci viene spesso detto che la flessibilità del lavoro è necessaria come antidoto contro la crisi, ma non è così. In Italia questa flessibilità, priva di adeguati ammortizzatori sociali, si è abbattuta contro il lavoro giovanile creando una nuova categoria sociale: i c.d. schiavi moderni. Non è un esagerazione, basta leggere il contenuto dei numerosi blog che affollano il web sull’argomento o visitare i siti internet che stanno nascendo, tra cui addirittura un sito che raccoglie un’anagrafe dei precari. A questo si aggiunge una ricca bibliografia tra cui il saggio scritto da due professori dell’Università Bocconi di Milano Vincenzo Galasso, già ricercatore al Centre for Economic Policy di Londra e attualmente docente di Economia Politica, e Tito Boeri, docente di Economia del Lavoro. Il loro libro “Contro i giovani – come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni” è diventato un best-seller, ma è ancora poco conosciuto dalla nostra classe dirigente, così come il libro “Schiavi moderni” una lucida analisi del mondo del lavoro di oggi attraverso le testimonianze di 400 precari, con prefazione curata dal Premio Nobel dell’Economia Joseph E. Stighz. Il fenomeno del precariato si sta radicalizzando e con l’acutizzarsi della crisi economica sta diventato un’autentica emergenza sociale, tant’è che durante l’ultima campagna elettorale non c’è stato partito che non abbia inserito la questione della riforma del mercato del lavoro tra gli obiettivi primari della propria agenda politica. Tuttavia non sono stati ancora attuati dei correttivi e le riforme appaiono ancora un lontano miraggio.